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Presa Diretta

PresaDiretta prova a rispondere alla complessità di quello che ci sta succedendo con un surplus di approfondimento, con inchieste ancora più incisive e autorevoli. Per non raccontare il mondo che ci circonda in una triste e lunga cronaca di “magagne” e di cose che non funzionano.  Ci sono tante persone, alle quali PresaDiretta darà voce, che non aspettano i tempi della politica e già offrono soluzioni, strade da percorrere per uscire dalla crisi economica e morale. C’è già un’opinione pubblica attenta, critica e competente che non si accontenta di un mondo in bianco e nero. Il mondo di PresaDiretta sarà a colori.

 

Nella nuova stagione verranno approfonditi temi di grande attualità ma anche di grande complessità.

 

Si parlerà di legittima difesa e di sicurezza. Quanto siamo davvero in pericolo? Cosa ci spaventa e cosa bisognerebbe fare dove crescono la delinquenza e la cattiveria? E poi un’inchiesta sul nostro capitale naturale, il grande tesoro che possediamo, con un emozionante viaggio nei parchi italiani, custodi delle risorse primarie che ci consentono di vivere: aria, acqua, foreste, biodiversità. Una puntata sarà tutta dedicata ai terroristi islamici di casa nostra. Le telecamere di PresaDiretta entreranno nel cuore delle più importanti indagini che hanno svelato le cellule dell’Isis pronte a colpire il nostro Paese. E poi un’inchiesta che vuole rispondere a questa domanda: ma davvero la ‘ndrangheta è quella delle ‘ndrine o esiste un livello, sconosciuto, in cui si sono incontrati e fusi ‘ndrangheta e massoneria dove si decide tutto, fortune economiche, politiche e persino strategie economiche nazionali? E infine un affascinante viaggio dentro il mito dei nostri giorni, quello che muove miliardi di dollari di investimenti e ricavi nel mondo intero e che condiziona le nostre vite e guida i nostri comportamenti: il mito dell’eterna giovinezza
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Questa settimana: Lavoratori alla spina

Un’inchiesta per raccontare cosa è veramente il precariato. Dal 2008, anno di inizio della crisi, l'Italia ha recuperato 700mila posti di lavoro ma ha perso 1,3 miliardi di ore lavorate. Significa che ad aumentare sono i lavori part time, saltuari, precari, discontinui. Si lavora poco e si guadagna anche poco. La retribuzione media procapite in dieci anni ha perso 600 euro circa al mese e sono proprio i salari più bassi a perdere di più. Il traino dell'occupazione è sicuramente il tempo determinato.

Finiti gli incentivi del governo infatti, il lavoro a termine ha conosciuto una crescita record, ma dura sempre meno: il 60 per cento dei contratti dura meno di un mese, il 26 per cento meno di tre giorni.

Si lavora a mesi, a giornate, a settimane, a ore, la notte, la domenica, persino gratis.
Il lavoro c’è ma nessuno lo vuole più pagare. Magistrati onorari a meno di 1000 euro al mese, avvocati a 600 euro, professori universitari a 3 euro e 60 l'ora. Tutto naturalmente senza ferie, senza tutele, senza pensione. Lavoro senza diritti
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